| Insalate e antipasti |
 |
| Archivio delle ricette |
|
|
Tanti chicchi, separati e cristallini. Per gli antipasti e
per le insalate devono possedere queste caratteristiche, come il mare di granelli
che l'inventore del gioco degli scacchi aveva chiesto in premio al suo re. Andò
così. Distraendosi un momento dalle scienze esatte cui era dedito, un
mago orientale concepì per suo diletto la scacchiera che dotò
di pedine. Il suo signore fu colpito da quel parto dell'intelligenza matematica
del suo suddito e decise di compensarlo. Gli chiese: "Che cosa desideri?".
Il mago rispose: "Solo chicchi di riso; uno sulla prima casella della scacchiera,
due sulla seconda, quattro sulla terza e così via, raddoppiando fino
all'ultima casella. Il quantitativo finale è il premio che mi spetta".
Accettare davvero lo sviluppo geometrico del chicco di riso preso come unità?
Il re orientale fece un rapido calcolo e concluse che gli sarebbero occorsi
228 miliardi di tonnellate di riso. "Non riuscirò mai a trovare
raccolti tanto smisurati in nessun angolo della terra", disse. Ed il mago
s'accon-tentò, alla fine, della grande stima del re. La leggenda è
una delle tante che il riso ha portato con sé arrivando dall'Estremo
Oriente all'Europa. Prova quanto fosse presente nella cultura dei ceti elevati
e quanta importanza gli fosse annessa.
Del resto, a conclusioni analoghe è possibile pervenire mettendo da parte
la poesia ed attenendosi soltanto alle ricerche storiche. In poco meno di 10
secoli, dal VI dopo Cristo al XVI, gli studiosi arabi, siriani, copti, nubiani,
etiopici, armeni, georgiani hanno compilato sul riso ben 555 trattati manoscritti
che sono custoditi nei monasteri e nelle biblioteche pubbliche o private. Gli
studi e le ricerche forniscono anche altri particolari: prima di diffondersi
nel bacino del Mediterraneo come alimento insostituibile e di dilagare nell'Europa
meridionale, il riso veniva commerciato come spezia ad Alessandria d'Egitto,
intorno al 1300 ancora massimo emporio fra tre continenti. Qui, infatti, era
la "Porta del pepe" e qui, prima ancora dell'occupazio-ne araba (nel
640 d.C.) arrivavano dall'Estremo Oriente cibi rari e merci che, pagati a caro
prezzo, avrebbero poi preso la via dell'Occidente.
Anche Al Abbas El Rasul, coltissimo e saggio quarto sultano dello Yemen si oc-cupò
di riso in modo approfondito per poter insegnare ai suoi sudditi a coltivarlo
risolvendo, così, l'assillante problema del nutrimento quotidiano. Nel
suo trattato d'agricoltura, scritto dal 1326 al 1376, l'il-luminato sovrano
yemenita dedicò al cereale capitoli ampi e assai dettagliati. Circostanza
davvero strana, il riso non ebbe fortuna in Abissinia pur potendosi av-valere
di propagandisti come Al Abbas El Rasul. Forse il caffé gl'impedì
di radicarsi in questo lembo del bacino del Mediterraneo. Da tenere presente
per gli antipasti e le insalate le varietà di riso con chicco cristallino
o anche Baldo e Carnaroli.
|