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Il mondo del riso > Il riso in cucina > Ricette: dolci


Dolci
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Tortino alle Mandorle in Salsa di Albicocche
Budino di Riso con Amaretti
Coppa di Riso e Banane
Ciambella di Riso con Salsa di Fragole
Pallottoline di Riso Dolci alla Panna
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Torta di Riso al Miele di Castagno in Salsa di Cachi
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Torta di Riso Farcita al Cioccolato
Bavarese di Riso
Bavarese di Riso alle Ciliegie Liquorose
Gelato di Riso su Cialda Croccante con Fragole
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Coppette di riso
Dolce di riso alla cioccolata
Budino di riso alla crema di caffè
Budino di riso alle banane
Frittelle di riso
Dolce di riso alle castagne

Ogni festa patronale prevede il suo dolce di riso. Così in Piemonte, in Lombardia e nelle altre regioni della Valle Padana. Così sulle coste adriatiche e su quelle tirreniche. Così nelle isole.
Il fatto ha una sua spiegazione storica. Anche se la strada seguita dal riso per giungere in Italia è avvolta da molti misteri, tracce d'archivio o conservate dalla voce popolare tramandata di generazione in generazione, confermano la presenza del cereale in epoche diverse e in zone differenti, di frequente assai lontane una dall'altra.
Un monaco burlone, posseduto dal desiderio di essere ricordato dai posteri per le sue rivelatrici scoperte d'archivio, approfittò delle informazioni talvolta contraddittorie sull'arrivo dei riso nel nostro Paese. Si chiamava frate Vella e viveva in Sicilia. Un bel giorno confezionò un rescritto in lingua araba, e lo fece circolare per dimostrare che il riso era coltivato in Sicilia fin dal IX Secolo. Gli storici lo sbugiardarono. Alludendo a frate Vella, ancora oggi ne parlano come di "un famigerato inventore". Forse questo marchio d'infamia non è del tutto giustificato. L'arrivo del riso in Sicilia e in altre regioni meridionali sarebbe da attribuire agli Arabi; in Campania agli Aragonesi; nel Centro d'Italia agli stessi Medici di Firenze e successivamente ai Granduchi; nel Veneto alla Serenissima ed in Piemonte ai duchi di Savoia. Un dato è tuttavia comune: prima di essere promosso in Occidente alimento di base, il riso è stato considerato spezia, medicamento capace di risolvere le affezioni intestinali e gastriche, ingrediente per dolci da acquistare comunque dallo speziale a prezzi non certamente accessibili al popolo.
Già nel 1340, il Comune di Milano aveva imposto forti dazi sul riso importato dall'Asia e che i governanti ambrosiani consideravano un alimento di genere voluttuario. Ma ancor più eloquente è la conferma che si desume dal libro dei conti della spesa dei duchi di Savoia, compilato dall'intendente di Corte e datato anno 1300. Vi si legge che era stato acquistato ripetutamente "riso per dolci" a 13 imperiali alla libbra mentre il miele, altro ingrediente fondamentale per la pasticceria, costava soltanto 8 imperiali alla libbra.
Nel 371 le tabelle commerciali prese come riferimento per fissare tributi distinguevano fra "riso d'oltremare" e "riso di Spagna". La differenza alla quale le spezierie davano molta importanza, proverebbero la doppia e concomitante provenienza dei riso il quale avrebbe accelerato la sua affermazione in Italia dopo un periodo terribile di pestilenze, durato dal 1348 al 1352. li riso "da dolci" e come spezia fu anche esportato assieme alle stoffe e alle armi dall'Italia ad Anversa. Lo prova un documento del 1567.
Varietà di riso consigliate per i dolci: Balilla, Elio, Selenio..



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