Risicoltura sperimentale il 7 settembre a Novara - Ente Nazionale Risi

archivio notizie - Ente Nazionale Risi

Risicoltura sperimentale il 7 settembre a Novara

 
Risicoltura sperimentale il 7 settembre a Novara

Carrà: abbiamo fatto centro sul brusone

Il presidente dell’Ente Risi sottolinea il successo della collaborazione con la Regione Piemonte nel programma Bruma.

Il 2017 non è stato un anno facile per il riso italiano ma uno dei risultati più importanti dell’anno è sicuramente la collaborazione tra Ente Nazionale Risi e Regione Piemonte nella lotta al brusone, attraverso il Progetto Bruma che ha coinvolto anche la Fondazione Agraria Novarese.

Lo ha ricordato il presidente dell’Ente Nazionale Risi Paolo Carrà durante il convegno che ha concluso ieri la giornata di visite alla rete dimostrativa e alle tecniche innovative, al quale hanno preso parte anche l’assessore all’agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero, il direttore dell’Ufficio Agricoltura di Regione Piemonte Gaudenzio DePaoli, il Consigliere della Provincia di Novara Manuele Zanzola e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

Carrà ha ricostruito la situazione della campagna, già evidenziata dai tecnici dell’assistenza negli incontri di Bellinzago Novarese e San Pietro Mosezzo, evidenziando le problematiche agronomiche, e ha sottolineato come si siano ottenuti degli «ottimi riscontri dai produttori» rispetto al monitoraggio Bruma. Carrà ha ricordato inoltre che l’anno 2017 è iniziato con l’organizzazione da parte dell’Ente Nazionale Risi del primo G7 sul riso,utile a creare la linea comune che è stata espressa al consiglio dei Ministri UE del 17 luglio e che ha portato alla sottoscrizione di un documento comune sulle criticità del settore.

Quindi, il presidente si è soffermato sul decreto relativo all’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta e sulla nuova legge di mercato interno, in corso di pubblicazione. Infine, ha evidenziato come lo squilibrio dei comparti varietali della scorsa campagna abbia determinato forti contrazioni di prezzi mettendo in pericolo la risicoltura italiana e come ciò sia dipeso in gran parte da importazioni a dazio  zero dai PMA, in particolare dalla Cambogia.

Guardando al 2018, il presidente ha parlato delle dichiarazioni di superficie, che segnalano una modesta riduzione di superficie, di circa 3000 ha. Per quanto riguarda la suddivisione dei comparti varietali, un incremento importante di superficie si ha nei lunghi B (+ 36%), complice la tenuta dei prezzi della varietà indica. Per quanto riguarda invece le esportazioni, si segnala un trend positivo del 9%, mentre l’import è in calo di circa 10.000 tonnellate. A chi chiedeva previsioni sulla campagna commerciale 2017-2018, ha risposto che «è necessario attendere i dati della raccolta e l’ammontare degli stock al 31 agosto presso agricoltori e industria».

Il presidente ha parlato anche della clausola di salvaguardia, informando del mandato ricevuto dal MIPAFF dal MISE a procedere per acquisire un parere tecnico giuridico relativo alla questione “prodotto equivalente” e “produttore”; inoltre, ha detto, che è stato raggiunto accordo con la repressione frodi al fine di duplicare il numero dei controlli sul riso confezionato, soprattutto di importazione.

Pubblicato il 
Aggiornato il