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Carrà: abbandonare i vecchi schemi

 

Il 2017 per gli agricoltori verrà ricordato come un anno orribile, con quotazioni del risone sotto il valore di remunerabilità. Ebbene, scrive il presidente dell’Ente Nazionale Risi Paolo Carrà su Il Risicoltore di dicembre, «il mercato globale impone una domanda: il nostro settore ha quella resilienza, termine oggi di moda che indica la capacità di adattarsi alle sollecitazioni esterne, necessaria per affrontare un mercato sempre più globale? La mia risposta, che avevo già dato in tempi non sospetti, è no!»

Quindi, guardando a ciò che è avvenuto, aggiunge: «Dobbiamo essere anche onesti nel dire che la filiera non sempre ha saputo sfruttare gli altri strumenti che la Ue ci ha messo a disposizione. Come ad esempio la revisione degli aiuti accoppiati. Non si è sfruttata l’occasione di creare una OI (Organizzazione Interprofessionale), strumento del quale l’Ente Nazionale Risi purtroppo non può fare parte per la propria natura giuridica, attraverso il quale è possibile regolare meglio il mercato, con iniziative che possano limitare l’eccessiva volatilità dei prezzi. Per non dimenticare la riforma del sistema di rilevazione prezzi, su segnalazione dell’Antitrust». 

Quanto al futuro, per Carrà «sarà il risultato di quelle azioni che devono partire da una visione strategica del comparto, evitando atteggiamenti ed iniziative che appaghino solo l’emotività del momento. Mi fa sorridere quando diamo colpe al mercato od all’Unione europea come se fossero entità astratte e non fondate da un insieme di persone che prendono decisioni. Chi continua a predicare che i successi sono di molti e le colpe di uno farebbe meglio a chiedersi in che modo ha contribuito per la crescita del settore.

Il futuro sarà prospero ed ancora ricco per il riso se comprenderemo che dovremo agire con unità contribuendo con iniziative a favore e non contro. Se saremo in grado di capire che il mondo è sempre più globalizzato e che ci viene richiesto di abbandonare i vecchi schemi per orientarci verso processi più innovativi e moderni».

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