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Più raccolto con RISTEC

 
Più raccolto con RISTEC

Oggi si è svolto un field tour ai campi dimostrativi di sommersione invernale e sovescio del progetto Ristec.

 

L’incontro è iniziato nel pomeriggio presso il Centro Ricerche sul Riso, dove sono stati visitati gli appezzamenti dimostrativi relativi alla tecnica della sommersione invernale. La prova mette a confronto la tecnica della sommersione invernale con la gestione convenzionale, ovvero con suolo asciutto durante l’inverno. A ciascuna delle due gestioni dell’acqua sono state associate due differenti gestioni delle paglie: trinciatura della paglia dopo la raccolta del riso e paglia non trinciata. Da tale confronto è quindi possibile valutare direttamente l’effetto della sommersione sulla degradazione della paglia.

La strumentazione installata nel campo dimostrativo comprende: misuratori di portata per valutare i flussi idrici, piezometri per la valutazione del livello di falda, coppe porose per l’analisi della soluzione circolante, camere per la misura di gas ad effetto serra.

Successivamente, il tour si è spostato presso il campo dimostrativo di Nicorvo, dove è stata realizzata una prova relativa alle colture intercalari da sovescio. In particolare, in una parte dell’appezzamento è stato possibile osservare direttamente lo sviluppo di differenti colture intercalari da sovescio prima dell’interramento. Le colture a confronto sono:Vicia villosa var. Haymarker plus, Vicia villosa var. Haymarkerplus + Avena sativa var Max, Trifolium incarnatum var. Pier, Avena sativa var. Max.

Infine si è potuto osservare la prova dedicata al confronto tra le prestazioni agronomiche del riso coltivato sia su sovescio di veccia e sia su di un testimone privo di coltura intercalare, in combinazione con un piano di concimazione del riso che prevede 4 differenti dosi di azoto (0, 80, 120, 160 kg N/ha).

 

I risultati del sovescio

 

La risposta produttiva del riso all’interramento della biomassa di sovescio nel sito di Nicorvo è risultata molto positiva. La produzione media del sistema con veccia (9.0 t/ha di sostanza secca) è risultata significativamente superiore del sistema senza veccia (7.5 t/ha) a prescindere dal livello di concimazione effettuata. La Dose Tecnica Ottimale (DTO) di fertilizzante minerale, cioè la massima produzione ottenibile con il minimo apporto di concime minerale, è risultata 120 kg/ha di azoto minerale, sia nel sistema con veccia sia nel sistema senza veccia. Nel periodo intercolturale 2017-2018 le colture dedicate per il sovescio non hanno raggiunto uno sviluppo paragonabile alle ultime annate. La siccità autunnale ed l’andamento termico del mese di marzo non sono stati favorevoli allo sviluppo delle specie utilizzate per il sovescio. Nella visita del 27/4 si potrà apprezzare il differente sviluppo della Veccia a seconda dell’epoca di germinazione nel periodo autunnale.

 

I risultati della sommersione invernale

 

I principali risultati ottenuti con tale tecnica riguardano un maggior incremento della degradazione delle paglie. La quantità di paglia da incorporare con l’aratura primaverile risulta di circa 2 t/ha di s.s. in meno nelle parcelle sommerse durante l’inverno.

Per quanto riguarda le performance produttive del riso in successione, nel 2017 la sommersione invernale ha permesso di ottenere una produzione di granella significativamente più elevata rispetto alla tradizionale gestione dell’acqua. Tale risultato è stato particolarmente evidente nelle parcelle non concimate con azoto, a significare una maggiore biodisponibilità dell’elemento contenuto nei residui colturali.

Per quanto riguarda le emissioni di gas serra non sono stati riscontrati evidenti fenomeni emissivi  durante il periodo di sommersione, il che ridimensiona i timori di un negativo risvolto ambientale già evidenziato in ambienti risicoli a clima invernale più mite rispetto alla Pianura Padana.