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Il mondo del riso > Il riso in cucina > Ricette: primi piatti


Primi piatti
Archivio delle ricette

Risotto con Trippa di Maiale
Risotto Mantecato con Gamberoni e Fegato d?Oca
Risotto con Carciofi
Risotto con Zucca e Fave
Risotto al Peperone e Gorgonzola
Risotto allo Zafferano e Zucchine in Fiore
Risotto con Verza e Salsiccia
Risotto con Gamberi al Profumo d´Arancia
Risotto al Basilico
Risotto del Fattore
Risotto con Agnello e Melanzane
Risotto Gratinato alle Mele Renette
Risotto al Radicchio Rosso
Risotto ai Formaggi d´Alpeggio
Risotto e Piselli con Fegatini di Pollo
Minestra di Riso, Latte e Castagne
Minestra di Riso e Piselli
Risotto con Pancetta, Provolone e Crema di Zucchine
Risotto al Barolo
Tubetti di Riso in Brodo
Risotto Venere con Scampi e Asparagi
Risotto in Crema di Spinaci
Risotto con Catalogna e Involtino di Sarde
Risotto Primavera con Ragù di Lumache
Risotto con Capesante in Crema di Curry
Risotto d´Autunno
Risotto con Coniglio Arrosto e Peperoni Dolci
Risotto con Pesce Persico e Crema di Erbette e Scalogno
Risotto con Triglie e Zenzero

I primi piatti sono un vanto della tradizione alimentare italiana. Vale anche per il riso la cui capacità di adattamento è proverbiale: va bene in brodo con gli ortaggi, ma va anche bene con verdure più impegnative, frutti esotici, o frutti di bosco. Ed è insuperabile allorché viene impiegato per i tanti risotti che provengono direttamente dalla sapienza gastronomica popolare la quale ha dato luogo, in ogni regione d'Italia, a piatti da considerare veri capolavori.
Volutamente è stata abolita in questa sezione la separazione fra minestre in brodo e minestre asciutte, che è artificiosa come insegnano gli esperti e i menù dei ristoranti. Scegliendo poi con accuratezza dal grande scrigno posto a disposizione dall'Italia Settentrionale, Centrale e Meridionale, non si può fare a meno di soffermarsi su tre risotti che hanno aumentato a dismisura la popolarità del riso: il risotto con lo zafferano, la panissa vercellese e la paniscia novarese. Tutti hanno una storia che s'intreccia fittamente con la storia della risicoltura della Pianura Padana, sviluppatasi incominciando dal XVI secolo.
Anzi, lo zafferano è venuto dall'Oriente e ha fatto, in parte, la stessa strada percorsa dal riso. Il ricongiungimento al cereale in padella e il successo incontrastato poi conseguito dallo zafferano (Crocus sativus, secondo la definizione botanica) dovuto ad una vicenda sviluppatasi a Milano nella seconda metà del 1500 e nell'ambiente della Fabbrica del Duomo La decisione di dotare di grandi vetrate il Duomo, aveva richiamato a Milano molti artisti e, fra gli altri, il fiammingo Valerio Perfundavalle di Lovanio. Egli, che aveva l'abitudine di usare lo zafferano per i gialli ed altri colori intensi che avrebbero dovuto dare brillantezza alle vetrate a lui commesse, firmò fra il 1572 e il 1576 le vetrate dedicate alla Vita di San Giuseppe, alle Storie di San Martino e alla presentazione della Vergine. Valerio aveva anche una figlia, Prudenzia, che era pittrice e che si sposò nel 1574. I commensali del pranzo di nozze della fanciulla videro arrivare in tavola un risotto squillante di giallo come certe vetrate: era la conseguenza dello scherzo di un aiutante burlone di Mastro Valerio che aveva cambiato l'impiego del croco, trasferendolo dai, ponteggi del Duomo alla cucina. Quel giorno s'iniziò l'ascesa irresistibile e tutt'altro che conclusa del risotto allo zafferano. La panissa vercellese e la paniscia novarese, due variazioni di un unico tema dovute agli ingredienti più a portata di mano, sono ugualmente piatti cinquecenteschi che nel corso dei secoli hanno soddisfatto le esigenze alimentari basilari dei contadini di risaia.
Per le minestre in brodo sono consigliabilile varietà Originario e Balilla e per i risotti le varietà S. Andrea, Ribe, Baldo, Roma, Arborio, Carnaroli e Vialone nano.



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