Il Parlamento europeo non cambia le soglie per l'attivazione della salvaguardia automatica - Ente Nazionale Risi

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Il Parlamento europeo non cambia le soglie per l'attivazione della salvaguardia automatica

 
Il Parlamento europeo non cambia le soglie per l'attivazione della salvaguardia automatica

Quel che si temeva si è verificato: la sessione plenaria del Parlamento europeo non ha accolto gli importanti emendamenti proposti per ridurre le soglie di attivazione della clausola di salvaguardia automatica alle importazioni di riso.

«L’Ente Nazionale Risi, insieme alle associazioni di categoria e all’intera filiera, ha fatto tutto quanto era possibile, senza lasciare nulla di intentato – ha commentato la presidente Natalia Bobba senza nascondere la delusione per l’esito del voto - Avremmo voluto limiti di scatto sensibilmente più bassi per bloccare l'import prima del verificarsi di danni strutturali ed economici al nostro settore».

Nonostante il mancato voto favorevole alle modifiche proposte, bisogna però riconoscere lo sforzo fatto dalla filiera per ottenere la previsione della clausola di salvaguardia automatica nel Regolamento SPG; un meccanismo che resta un pilastro fondamentale per il comparto. Sebbene le soglie previste siano considerate troppo elevate, la salvaguardia automatica pone un limite alle importazioni incontrollate senza dazio da Cambogia e Myanmar, garantendo un argine contro le distorsioni del mercato che minacciano la competitività della filiera.

«Esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento – ha continuato la Presidente dell’Ente - a tutti gli onorevoli eurodeputati che hanno sostenuto con forza le istanze del settore. A loro va dato il merito di aver lavorato con determinazione e competenza per assicurare un futuro alla risicoltura europea. In un contesto dove alcuni attori politici sembrano ignorare le criticità del comparto, chi ha presentato gli emendamenti e chi li ha sostenuti hanno dimostrato di avere a cuore la sovranità alimentare e il lavoro della filiera. Il risultato odierno segna l’inizio di una fase di monitoraggio. La priorità ora si sposta sulla gestione dei flussi d'importazione. Sarà necessario monitorare costantemente l’andamento dei prezzi e dei volumi per intervenire tempestivamente qualora i limiti stabiliti per ciascun paese, e non per la globalità di 562.000 tonnellate come ancora qualcuno continua a citare senza aver compreso la portata del Regolamento approvato, venissero superati. Continueremo tutti insieme a lavorare affinché tutte le istituzioni europee mantengano alta l’attenzione su un settore che è simbolo di eccellenza e biodiversità. La sfida per la risicoltura europea prosegue e la filiera si impegna a difendere il valore del proprio prodotto e la dignità di chi lo coltiva e lo commercializza».